martedì 17 gennaio 2012

Nostalgia


                                                     Quanto ci mancano?




"La cattiveria di Ferreri verso le debolezze umane è il cardine di tutto il suo cinema. I difetti dell'essere umano sono enfatizzati, indicizzati e messi alla berlina con amaro compiacimento e, sopratutto, sarcastica partecipazione. Come un burattinaio che muove i fili di un teatrino, spesso squallido e patetico, d'umana cattiveria. Il losco "trafficone" Ugo Tognazzi scopre in un convento una giovane orfana tenuta nascosta dalle suore fin dalla tenera età in quanto scherzo della natura. Il suo corpo è infatti interamente ricoperto di pelo tanto da ricordare una scimmia. L'uomo la porterà via con se per sfruttarla e farla esibire come donna-scimmia catturata dallo stesso durante un periglioso safari africano. In seguito ad un tentativo di farla prostituire presso un facoltoso ed altolocato maniaco sessuale, la donna fugge dall'uomo, del quale nel frattempo si è innamorata, e torna dalle suore. Trovandosi sprovvisto della propria gallina dalle uova d'oro, il furbo Tognazzi decide di darle una falsa prova d'amore sposandola. Torneranno ad esibirsi ed il successo farà diventare la ragazza una vedette parigina. La scena del matrimonio è probabilmente uno dei momenti artisticamente più alti ed emotivamente più struggenti di questo magnifico film. Tognazzi (in una superba interpretazione) sfrutta la cerimonia trasformandola in un evento mondano a scopo pubblicitario, riuscendo a far dar spettacolo alla povera Annie Girardot (bravissima) anche nel giorno più memorabile della sua vita."

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